di Valentina Desideri
Cuori tesi,di gente al limite di una crisi di nervi. Questo è il layout dell’Italia postberlusconiana. Forse l’errore maestro è qui, nel pensare che Silvio Berlusconi non parli più.
A Marco Travaglio gli morì il gatto a qualcuno del centro sinistra la scusa. 
A volte ci si mette l’anima nel dire che oltre la recessione c’è un governo maligno,di ministri con due o tre cognomi che ci fa pagare le tasse,che ci liberalizza le professioni,le licenze,gli esercizi commerciali che ci toglie l’acqua e la sete con il prosciutto. Nessuno però che dice che i parlamentari votano e non è solo l’esecutivo di Monti,i macellai del sistema a fare la differenza. Questa è la fase che questo paese doveva subire quattro manovre fa e rientrare veramente nei conti non della finanza creativa ma quelli della serva,per la comunità europea.
Ora che la baby patrimoniale se la sia “sorbettata” il ceto medio è vero e che la lotta al fisco a Cortina non basta e che Serpico,il mostro prodiano già esisteva è chiaro. Visco,dall’oltretomba l’ha detto.
Basterà una nuova legge elettorale,un cambio di governo,delle riforme di settore per placare la crisi oppure oltre a questo, serve una rivoluzione culturale,di quelle che riattivino le sinapsi popolari?
Cosa ne sarà del mercato del lavoro,scosso dai sindacati in lotta? Cosa possiamo dire a padri e madri di famiglia che si vedono recapitare lettere di licenziamento a casa,agli operatori scivolati in mobilità,a quelli che vogliono campare 100 anni per andare in pensione finalmente,agli eterni precari che non possono accedere ai mutui,agli imprenditori che si suicidano per il peso della responsabilità e a quelli che non hanno accesso al credito e magari vorrebbero essere parte integrante dello sviluppo di questo paese?
Ma soprattutto: cosa possiamo dire a chi crede che dietro il qualunquismo dell’antipolitica di Beppe Grillo,che parla come un leghista sui diritti di cittadinanza agli immigrati e anche a chi è convinto ancora che Mercedes Bresso sia morta di freddo?
Ci dobbiamo chiedere cosa dobbiamo dire a chi crede nei Forconi della Sicilia,come movimento spontaneo e romantico.
Il compito del Partito Democratico è di parlare con questi cuori tesi,con questi ragionatori surgelati ma mai sopiti nuotando controcorrente nell’embargo dei valori.
